mercoledì 18 dicembre 2013

Consigli pratici per gli insegnanti, ma solo per pochi!



Questo post è stato in parte pubblicato su Il Fatto Quotidiano: 



"Noi siamo vittime delle teorie ancor prima che vengano messe in pratica" scriveva James Hillman

Spesso le colleghe mi chiedono di inserire nel blog dei consigli pratici per affrontare i problemi della scuola.
Io non sono ne uno psicologo ne un pedagogo e non posseggo pozioni o formule magiche.
Io so, che se davo retta a mia nonna (a cui ho voluto molto bene) non mi sarei mai laureato (questo per dire che bisogna seguire sempre il proprio istinto, nonostante i consigli benevoli di chi ci vuole bene e quindi agisce in buona fede, figuriamoci poi se i consigli ce li da chi non ci vuole bene!). Intendiamoci bene, i consigli sono sempre bene accetti, ma poi bisogna confrontarsi con se stessi.
Io so che mi trovo catapultato in questa bolgia della scuola e della società e che a volte non ho consigli pratici nemmeno per me stesso. Purtuttavia non mi sono mai tirato indietro, nonostante mi capiti spesso che quando mi si chiede un suggerimento (solo su richiesta) mi si cerca poi di demonizzare, perché questo giustifica spesso i fallimenti dell’interlocutore (tutti siamo soggetti a fallimenti continui).


In un paese alla deriva e in piena trasformazione  sociale si può fare ben poco, se non altro a breve termine. Forse si può tentare di resistere, almeno fino a quanto è possibile. Le regole di convivenza che si cerca di impartire a scuola per poi poter avere terreno fertile per insegnare, vengono vanificate e non comprese una volta che gli allievi sono usciti dall’istituzione scolastica. L’unica cosa possibile da fare, oltre a resistere necessariamente, secondo me, è impartire meno nozioni (di cui spesso gli insegnanti sono pieni e spesso fin troppo autoreferenziali). Le nozioni sono importanti, ma oggi come oggi ci sono altre priorità, forse bisogna ricominciare dall’ABC delle regole elementari di interazione tra individui (è ancora possibile?). Io credo e sono fermamente convinto che bisogna calarsi dentro i casi umani dei nostri allievi, ma quanti insegnanti ne hanno la capacità? Quanti insegnanti sono capaci di dare e ricevere quel minimo di fiducia, nonostante tutto, verso i loro allievi in modo tale da consentire  infine di fare il proprio mestiere? La trasformazione degli insegnanti deve avvenire insieme agli allievi e alla società, ma nel frattempo, gli insegnanti stessi sono sempre più demotivati (sottopagati), stanchi e poco o per niente riconosciuti, ma nonostante tutto siamo presenti (chi se n’è accorto?), non basta, ma è già qualcosa. Per il resto,  a costo di apparire banale, dico che quando non ci sono più punti di riferimento, bisogna andare a “lume di candela” e affidarsi al proprio istinto, o se preferite, al proprio cuore oltre il "tecnicismo" delle nozioni.



L'arte di insegnare: Consigli pratici per gli insegnanti di oggi (Vallardi Risposte)

Isabella Milani

Il ruolo della Scuola oggi è più importante che mai. In un mondo altamente diseducativo, improntato alla superficialità e al disimpegno, che esalta l'immagine a scapito dei contenuti, occorre che l'insegnamento si evolva ispirandosi anche alle più moderne tecniche di comunicazione, di problem solving, di elaborazione creativa...
In questo manuale troverete suggerimenti, riflessioni, strategie e consigli pratici, che spiegano con esempi reali e puntuali tutto ciò che un insegnante oggi deve sapere per sviluppare una nuova didattica, che non miri all'insegnamento di pure nozioni, ma all'educazione nel suo più alto significato (da ex ducere: «tirare fuori» il meglio dall'allievo).
Tra gli argomenti trattati: come affrontare e gestire le classi; come impostare il rapporto insegnante-alunno: leggere il linguaggio del corpo; strategie per acquisire autorevolezza; come motivare gli alunni e catturarne l'attenzione; affrontare i problemi di disciplina per recuperare i ragazzi e le classi difficili.

1 commento:

  1. Ci parliamo addosso mentre non vediamo più chi abbiamo di fronte...

    RispondiElimina